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Dogo al lavoro. Cacciatore o guardiano?

In Italia questo è un punto molto controverso e noi vorremmo dedicare questo spazio per dire cosa ne pensiamo a tal proposito. Dovunque si parli di Dogos quest' argomento viene ampliamente e lungamente trattato, quindi cercheremo di essere il piu' sintetici possibile perchè quello che vogliamo è comunicare la nostra idea a riguardo e non dilungarci nei dettagli storici.

Diversi anni fa, nella lontana (ma non troppo) Argentina, Nores, lavoro intensamente per creare un cane imbattibile per la "caza major" e ci riuscì nacque il miracolo Dogo. Nell' arco di pochi anni riuscì a inserire nel patrimonio genetico di questa razza un fortissimo istinto predatorio verso il selvatico e un altrettanto forte istinto di combattimento contro appunto cinghiali e puma. La caccia è ciò che ha spinto il creatore del Dogo a regalarci questa magnifica razza e per rispetto nei confronti del suo lavoro non bisogna dimenticarsene.

Il Dogo è nato per la caccia ed è quello che in cui riesce meglio. "....dopo l'uccisione del cinghiale vidi una faccia nuova sul mio Dogo, la totale soddisfazione."

La tipologia del territorio in Italia, si è vero che impedisce ai Dogos di effettuare un tipo di caccia come si svolge nella sterminata pampas ma non gli riesce comunque a precludere totalmente la cosa; in dimostrazione di ciò infatti possiamo dire che frequentemente le battute di caccia finisco positivamente.

Per quanto riguarda il Dogo guardiano e/o da difesa è innanzitutto doveroso fare una netta distinzione fra guardia/difesa "naturale" e quella sportiva. E' noto che la nostra razza abbia un istinto naturale, probabilmente legato all'affetto "incommensurabile" che ha nei riguardi del padrone, nel difendere questi e la sua casa.

Nella guardia il Dogo raggiunge livelli veramente eccelsi, ma nella difesa non ha veramente eguali; e la cosa sbalorditiva è che tutto questo gli riesce senza bisogno di nessun tipo di insegnamento. Una cosa importante da aggiungere, che abbiamo costatato, è che in quei soggetti così portati alla difesa non si riscontrano quei problemi di gestione che si possono trovare con altre razze, vale a dire il Dogo fa' netta distinzione fra atteggiamenti sospetti e non; infatti noi non abbiamo mai avuto problemi con i famosi bambini che urlano improvvisamente che dal Dogo non vengono identificati come pericolo o problema al contrario manifestano anche verso loro il naturale istinto di difesa.

Sul campo di lavoro (difesa sportiva) invece abbiamo avuto modo di vedere soggetti, in preparazione dei brevetti, raggiungere livelli davvero altissimi. Non è occasionale infatti vedere Dogo in preparazione di brevetti raggiungere punteggi sopra i 90 nell'attacco e sopra i 90 nella pista. A dire il vero nella parte dell'obbedienza, ottengono punteggi medi, probabilmente a causa della forte personalità e indipendenza dei nostri Dogo. La cosa che inizialmente ci ha stupiti di più, è la sicurezza con cui lavorano, rari i problemi con il bastone che invece si riscontrano spesso in razze selezionate proprio per il lavoro.

Anche in questa disciplina abbiamo avuto delle soddisfazioni, infatti ci sono dei Dogo Divina Fortitudo che lavorano con preparatori a livello internazionale che sono pertanto motivo di orgoglio sia dei proprietari che per noi.

In conclusione possiamo dire che al Dogo oggi, in Italia dove noi viviamo, non puo' essere assegnata un etichetta ne esclusivamente di cacciatore ne esclusivamente di cane da guardia e difesa, l'importante crediamo sia non confondere la caccia con un combattimento all'interno di un recinto... (cosa che sicuramente tiene vivo l'istinto combattivo del Dogo ma che è ben lontano dal potersi considerare caccia) anche perché la natura di un Dogo è troppo esplosiva perché si possa rinchiudere in un recinto ...

Per poter considerare cacciatori questi soggetti bisognerebbe poterli provare realmente nella caccia dove non basta la combattività ma servono anche fiuto, istinto, resistenza e atleticita'.

Infatti se la selezione del Dogo si basasse sulle prove a recinto noi pensiamo che ci si potrebbe allontanare molto dal Dogo di Nores perché rischieremmo di trovarci con soggetti pesanti (che in recinto lavorerebbero meglio) invece di avere cani atletici e resistenti che devono inseguire ovunque la preda.


Viva il Dogo cacciatore!
Viva il Dogo guardiano!

NOTA: TUTTE LE FOTO SONO FOTO STORICHE PROVENIENTI DALL’ARGENTINA

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